Le parole che aspettavo di dire da anni (e forse non lo sapevo)
Ci sono parole che aspetti per anni.
Non aspetti necessariamente di sentirle. Aspetti di vederle e di saperle vere.
Qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio di poche parole: “Sottopelle si stampa”.
Le ho lette una volta.
Poi un’altra.
E un’altra ancora. Perché ci sono momenti che arrivano in punta di piedi e, proprio per questo, ti sorprendono.
Per molto tempo Sottopelle è stato un blog privato accessibile nei meandri del web solo alla sottoscritta. Prima ancora, era una cartella segreta nel computer. Poi, un insieme gigantesco di pagine lette e rilette, corrette e lasciate riposare.
Sottopelle è stato dubbio, attesa, silenzio.
Adesso, per la prima volta, sta diventando corpo.
Un libro. Di cui potrò sfiorare la pelle.
Non so ancora che cosa proverò quando lo terrò tra le mani, ma so che quelle tre parole hanno avuto l’effetto di un tuffo al cuore perché ogni libro nasce molto prima della stampa.
Nasce nelle domande che non trovano risposta, nei giorni difficili, nelle cose che non riusciamo a dire ad alta voce.
Forse, è proprio questo che ho pensato leggendo quel messaggio.
Da qualche parte, presto, quelle parole che mi hanno accompagnata per anni inizieranno il loro viaggio.
Da sole. Vivranno, da qualche parte, oltre me e oltre questo momento.