Non sto più nella pelle

Non sto più nella pelle per Sottopelle

Esiste un momento particolare nella vita di ogni libro.

Non è quando viene scritto, nè quando viene corretto. Non è nemmeno quando viene stampato.

È il momento in cui smette di appartenere soltanto all’autore.

Sottopelle si trova esattamente lì.

Dopo anni di appunti, versi, revisioni e riscritture, la raccolta è prossima alla pubblicazione e si prepara a incontrare i suoi lettori.

Il titolo richiama una parola che tutti conosciamo: pelle.

La pelle protegge. La pelle separa. La pelle permette l’incontro con il mondo.

Ma esiste anche ciò che vive sotto la superficie: emozioni, ricordi, desideri, paure, trasformazioni.

È proprio in questo spazio che si muovono le poesie della raccolta.

Le pagine di Sottopelle attraversano temi come l’identità, la memoria, l’amore, la perdita e il cambiamento. Non offrono risposte definitive, ma cercano di abitare le domande che accompagnano ogni esperienza umana.

Forse è questo il compito della poesia.

Non spiegare.

Non convincere.

Ma creare uno spazio di ascolto.

In un tempo che corre veloce, la poesia continua a compiere un gesto controcorrente: invita a rallentare, sostare, osservare ciò che spesso passa inosservato.

Sottopelle nasce dall’esigenza di dare voce a ciò che, molto spesso, rimane nascosto.

E forse ogni libro, prima di incontrare i suoi lettori, attraversa la stessa domanda: cosa accade quando qualcosa che era profondamente personale diventa improvvisamente condiviso?

Tra poco Sottopelle inizierà il suo viaggio.

E come tutti i viaggi più importanti, il suo significato non dipenderà soltanto da chi lo ha scritto, ma anche da chi lo leggerà.

Grafica nera con la scritta "non sto più nella pelle" dedicata alla raccolta poetica Sottopelle di Erika Marchiro.